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AGCOM: dal 21 Novembre Parental Control automatico

Dal 21 novembre 2023 sarà obbligatoria per tutti i provider la funzione di parental control attivata per impostazione predefinita su tutte le linee intestate a soggetti minorenni

Nel Gennaio di quest’anno AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha presentato linee Guida in materia di “sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio. Queste direttive si sono rivelate parziali e dalle maglie troppo larghe, quindi, l’Autorità ha definito le nuove disposizioni per il parental control obbligatorie per i provider.

In base a quanto si legge sulla delibera il problema è stato affrontato radicalmente. Così, non ci sarà più bisogno di cercare, richiedere e attivare i sistemi di parent control. Questi servizi dovranno essere pre-attivati, in maniera totalmente gratuita, al momento dell’acquisto di una sim card, qualora questa sia intestata a una persona con meno di diciotto anni.

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Quali sono i siti bloccati?

Nel documento, AGCOM, riporta una tabella che sintetizza le principali categorie di siti web a cui andranno applicati i filtri obbligatori.

  • Contenuti per adulti: siti web riservati ad un pubblico maggiorenne, siti che mostrano nudità totale o parziale in un contesto sessuale pornografico, accessori sessuali, attività orientate al sesso. Siti che supportano l’acquisto online di tali beni e servizi.
  • Gioco d’azzardo/scommesse: siti che forniscono informazioni o promuovono il gioco d’azzardo o supportano il gioco d’azzardo online e/o scommesse.
  • Armi: siti che forniscono informazioni, promuovono o supportano la vendita di armi e articoli correlati.
  • Violenza: siti che presentano o promuovono violenza o lesioni personali, comprese le lesioni autoinflitte, il suicidio, o che mostrano scene di violenza gratuita, insistita o efferata.
  • Odio e discriminazione: siti che promuovono o supportano l’odio o l’intolleranza verso qualsiasi individuo o gruppo.
  • Promozione di pratiche che possono danneggiare la salute alla luce di consolidate conoscenze mediche: a titolo di esempio siti che promuovono o supportano l’anoressia e/o la bulimia, l’uso di sostanze stupefacenti illegali e legali.
  • Anonymizer: siti che forniscono strumenti e modalità per rendere l’attività online irrintracciabile.
  • Sette: siti che promuovono o che offrono metodi, mezzi di istruzione o altre risorse per influire su eventi reali attraverso l’uso di incantesimi, maledizioni, poteri magici o soprannaturali.

Fonte: Allegato A alla delibera n. 9/23/CONS AGCOM

Come funziona il parental control

Il documento condiviso da AGCOM contiene un’analisi del decreto legge, i commenti e le perplessità esposte degli operatori di telecomunicazioni e le decisioni finali rispetto agli adempimenti obbligatori a partire dal 21 novembre.

Come anticipato, il servizio deve essere garantito da tutti i provider e deve essere implementato automaticamente all’attivazione dell’utenza riconducibile ad un minore.

Il servizio di parental control richiesto da AGCOM può essere disattivato su esplicita richiesta del genitore o tutore. Sempre colui che ha responsabilità genitoriale, ha la possibilità di accedere a un pannello di amministrazione e personalizzare le impostazioni del filtro.

Di solito, uno dei modi migliori per configurare un parental control efficace, consiste nell’attivazione di una funzionalità strettamente legata al sistema operativo installato sul dispositivo dell’utente.

Nell’ambito della consultazione pubblica alcuni dei provider interpellati, suggeriscono che il blocco dei siti Web potenzialmente dannosi può essere facilmente bypassato se effettuato a livello di server DNS. È sufficiente che l’utente configuri un resolver DNS diverso da quello del provider.

Fonte: Allegato B alla delibera n. 9/23/CONS AGCOM

Inoltre, la maggior parte dei browser ora supporta protocolli come DNS-over-HTTPS, DNS-over-TLS e DNS-over-QUIC che consentono di crittografare le richieste di risoluzione dei nomi di dominio, sottraendole anche all’analisi del provider di rete. Non è inoltre possibile inibire il traffico su specifiche porte utilizzate da questi protocolli perché si andrebbero a impedire tutte le richieste HTTPS.

Sulla base di queste e altre osservazioni, AGCOM ha ritenuto di lasciare libertà ai provider al fine dell’implementazione di una soluzione di parental control efficace.

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